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Toscana, Italia.

VIA DEGLI IDOLI- E-BIKE Dal Lago Trasimeno al Lago degli Idoli fino a San Francesco

Itinerario di storia, arte, natura, mistero e spiritualità.

Percorso misto on - off/road

E-BIKE

Grado difficoltà Medio

Le tappe del percorso saranno di circa 65 km al giorno.

Dislivello Percorso

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VIA DEGLI IDOLI – Dal Lago Trasimeno al Lago degli Idoli, fino a San Francesco

 

LOCALITA’ DEL VIAGGIO: partenza da Città di Castello (PG) e arrivo al Santuario Francescano della Verna (AR)

In questo percorso che partirà da Città di Castello in provincia di Perugia, quindi Umbria, toccheremo altre due regioni, la Toscana e l’Emilia Romagna

Un itinerario attivo ed entusiasmante, studiato anche per chi ama l’AVVENTURA, LA STORIA e L’ARTE e la SPIRITUALITA’

La Via dell’ acqua e della meditazione è un tour che percorre molte strade, che per nostra regola saranno sempre di competenza nazionali, regionali, provinciali, comunali e dove possibile in mezzo alla natura . Già questo ci da la possibilità di (ri)scoprire luoghi dimenticati e in molti casi abbandonati o semi deserti, proprio perchè sono stati tagliati fuori con il proliferarsi delle necessarie reti autostradali e superstrade, che comunque sono indispensabili per l’industria, il commercio e ovviamente il turismo.

Noi in questo caso partiremo dal CIttà di Castello per raggiungere il Lago Trasimeno (Tuoro) e come tutti sappiamo l’acqua è la primaria necessità per la vita in generale e la storia legata ad essa è legata alla nascita di questo pianeta e, anche noi di sfidacontro abbiamo deciso di partire dall’origine, non per megalomania, ma perchè crediamo che anche per il nostro viaggiatore che sia solo un internauta o un reale turista, quando leggerà o meglio parteciperà, questo tour sia un buon inizio.

Quindi i contesti storici che descriveremo saranno legati ai luoghi dove l’acqua è l’elemento che li ha caratterizzati. Ma ci sarà molto di più! Infatti raggiungeremo e pernotteremo in luoghi sacri e spirituali, come il monastero Camaldolese e il santuario Francescano.

Come da nostra caratteristica, su tutti i nostri itinerari, percorsi e viaggi abbiamo sempre ben presenti le componenti AVVENTURA e SICUREZZA che secondo il nostro punto di vista rendono più interessanti i nostri pacchetti di viaggio e le nostre proposte e, ne siamo convinti perchè in fase di realizzazione, quando li tracciamo per la prima volta ci divertiamo veramente e, crediamo che sarà così anche per voi.

Nell’immagine con cui vogliamo pubblicizzare i nostri viaggi, abbiamo cercato di enfatizzare tutti i nostri interessi, i viaggi in moto, l’arte e la storia che incontreremo lungo le strade, che sono state attentamente selezionate, proprio per esaltare sempre le  emozioni e sensazioni suscitate dalla nostra formula di viaggi, che noi definiamo VIAGGI ATTIVI, rispettando il giusto equilibrio tra “VIAGGIO” e “CULTURA“, rispettando sempre la natura, le proprietà private e il codice della strada.

Anche questo itinerario fa parte del nostro progetto #sfidacontroperunsorriso , infatti come avrete sicuramente notato nella nostra home page vogliamo contribuire al sostegno dell’associazione SOCCORSO CLOWN, con una parte del ricavato dei nostri viaggi e in particolare con la vendita dei gadget.

LAGO TRASIMENO Iniziamo dal Lago Trasimeno, la zona era abitata fin dall’epoca preistorica. Nel 217 a.C. sulle rive del lago ebbe luogo la Battaglia del Lago Trasimeno dove le forze cartaginesidi Annibale sconfissero le legioni romane di Gaio Flaminio.

Ma come sicuramente ritroveremo in tanti altri luoghi anche quì è presente l’ingegno del grande Leonardo da Vinci. La storia infatti narra che nel 1422 Braccio da Montone signore di Perugia a causa dell’impadulamento della Val di Chiana e di riflesso dell’emissario naturale del lago, il Rio dell’ Anguillara affluente del Clanis, fece realizzare un’emissario artificiale, lungo 1 Km, che collegava al torrente Caina sviluppato quasi interamente in galleria sotto la collina di San Savino. Questa opera però non fu risolutiva, tanto che appunto proprio il Leonardo da Vinci studiò un’emissario idraulico che avrebbe controllato i flussi in eccesso del Trasimeno e avrebbe consentito la navigazione con le città di Arezzo, Firenze e Pisa, ma questo studio non fu mai messo in opera.

LAGO DI MONTEDOGLIO Come immaginare che una cittadina come Passignano sulla riva del Trasimeno possa essere servita dall’acqua del Lago di Montedoglio?
Ma in effetti è proprio così! e non solo per il servizio idrico urbano ma come appare in un articolo pubblicato da un giornale on line della Valtiberina in data 25/11/2010 dove si dice che in tale data è stata aperta la condotta che porterà l’acqua proprio nel Lago Trasimeno, riportando così il livello dello 0 idrico fuori dal livello di guardi. Infatti uno degli aspetti che caratterizzano il Lago Trasimeno è proprio la scarsità d’acqua, che tutt’oggi misura nella sua massima profondità solo di 6 metri, arrivando nell’ultimo decennio al suo minimo di 70 centimetri.

Infatti l’invaso artificiale del Lago di Montedoglio è stato progettato nei primi anni ’70 e iniziato la costruzione nel 1977 e terminata nel 1993, ed è stato realizzato sia per rifornire la rete idrica di Sansepolcro e dei paesi circostanti, per l’irrigazione e per regolare il flusso del suo affluente il Tevere per evitare le possibili secche d’estate. Inoltre per irrigare il comprensorio proprio del Trasimeno e la Val di Chiana.

LA SORGENTE DEL TEVERE Narra la scrittura sulla colonna travertino sotto all’Aquila Imperiale rivolta verso Roma e contornata da teste di lupo: QUI NASCE IL FIUME SACRO AI DESTINI DI ROMA . Siamo nel Comune di Verghereto, nel Monte Fumaiolo a 1268 m s.l.m nel versante che guarda la Toscana, sopra Le Balze un tempo della provincia di Arezzo , ma Benito Mussolini nel 1923 per sua volontà ridisegnò i confini, perchè voleva che il fiume principale dell’ Italia centrale con i suoi 405 Km nascesse nella sua terra nativa, così oggi si trova nella provincia di Forlì Cesena L’antico nome era Albula in riferimento al colore delle sue acque chiare e un’altro più antico nome fu RUMOR di origine Etrusca da molti collegato al nome di Roma.

Il nome attuale invece deriverebbe secondo la tradizione dal Re latino Tiberino Silvio che vi sarebbe annegato.

Per Virgilio invece, già gli etruschi lo chiamavano Thybris.

A pochi chilometri dalla sorgente, il Tevere lascia la Romagna (ossia la Provincia di Forlì Cesena) ed entra in Toscana(nella provincia di Arezzo), attraversandola per un breve tratto con regime torrentizio. Tra Pieve Santo Stefano e Sansepolcro, assieme a tre affluenti  minori, dà vita al lago di Montedoglio; attraversa poi l’Umbria scendendo da quota 300 a quota 50 m (alta valle tiberina).

Tanti i cenni storici su questo importantissimo Fiume che attraversa tutto il centro Italia per una corso di 405 Km , che sicuramente troverete più dettagliate su tanti siti in rete e che crediamo non sia opportuno descrivere quì, per non rischiare di perdere la giusta misura tra “viaggio” e “cultura”. Ma saremo lieti di aggiungere altre informazioni se al giunger sul posto qualcuno ne vorrà saper di più.

DIGA DI RIDRACOLI Rimanendo sempre nella stessa provincia e nella regione dell’Emilia Romagna siamo costretti ha fare un viaggio di alcuni chilometri per arrivare nel comune di Bagno di Romagna e nell’omonimo agglomerato urbano Ridracoli da cui prende il nome il lago artificiale. Qui la storia si basa su dati tecnici dell’opera che dice che è di 1035 Km quadrati di superficie con una profondità di 96 m e che può contenere fino a 33 milioni di metri cubi d’acqua. Serve ad alimentare a valle una centrale idroelettrica per poi servire acqua potabile alla costa adriatica.
Anche questa costruita dal 1976 al 1983.

Ma nonostante non ci siano particolari cenni storici da qui per mezzo del battello messo a disposizione per l’escursione turistica dall’ente che gestisce, si arriva sulla riva nord/ovest e si ha l’accesso a piedi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi del Monte Falterona e di Campigna che andremo subito a scoprire…

FIUME ARNO Arno Fiume della Toscana (241 km; bacino di 8247 km2); è il maggiore, dopo il Tevere, dell’Italia peninsulare e bagna le province di Arezzo, Firenze e Pisa. Nasce dalle pendici meridionali del Monte Falterona, a 1358 m (Capo d’Arno). Dopo soli 12 km di corso raggiunge a Stia l’altitudine di 440 m e acquista i caratteri di vero e proprio fiume. Attraversa quindi il Casentino con direzione SE e sbocca nel piano di Arezzo descrivendo una larga curva ai piedi del Pratomagno. Qui volge a O e, prima di Montevarchi, entra per la gola dell’Imbuto nel Valdarno Superiore, che ne costituisce il secondo bacino. Alla confluenza con la Sieve, l’A. piega verso O mantenendo questa direzione fino alla foce. Dopo aver attraversato la pianura di Firenze e la città stessa, entra nel Valdarno Inferiore dalla gola della Gonfolina e, attraversata una larga pianura alluvionale, tocca Pisa, e sfocia nel Mar Ligure a Marina di Pisa. 

La portata varia secondo le stagioni da 7 a 2000 m3/s. Le grandi piogge provocano talvolta rovinose piene: di eccezionale gravità quella che nel novembre 1966 inondò la piana di Firenze e parte del Valdarno Inferiore. La Greve, la Pesa, l’Elsa e l’Era, sono i maggiori affluenti di sinistra, la Sieve, il Bisenzio e l’Ombrone, quelli di destra. 

La valle dell’Arno è densamente popolata e ricca di grandi centri abitati. Nel tratto fra la confluenza con la Chiana e Montevarchi, sono stati ricavati due laghi-serbatoi (Levane e la Penna) per la produzione di energia idroelettrica. Il fiume è navigabile per un breve tratto da Pisa a Pontedera.

L’Arno, otre che un fiume, è un simbolo per l’intera Toscana ed oltre. Il Casentino è la prima terra bagnata dall’Arno. Questo fiume è citato molte volte da Dante Alighieri nella Divina Commedia. In questi versi del Purgatorio, canto XIV (16 – 24), cita le sue sorgenti nel Falterona. Nella foto la lapide, in cui sono citati questi versi, posta accanto alla sorgente dell’arno.

”Per mezza Toscana si spazia
un fiumicel che nasce in Falterona,
e cento miglia dicorso nol sazia.

Di sovr’ esso rech ‘io questa persona
dirvi chi sia, saria parlar indarno,
che’ ‘l nome mio ancor non molto non sona”.

”Se ben lo tuo ‘ntendimento accarno
con lo ‘ntelletto”, allora mi rispuose
quei che diceva pria, ”tu parli d’ Arno”.

CAMALDOLI Sorge a 818 metri sul livello del mare ed è situato presso le rive di uno dei rami del fiume Archiano, citato da Dante Alighieri (Purgatorio, canto quinto, versetto 94).

Il complesso architettonico è composto dall’antico ospizio o foresteria, dalla chiesa e dal monastero.

Venne edificato a partire dal 1046, quando nei pressi della chiesa i monaci costruirono un piccolo ospedale. I lavori di edificazione dell’attuale monastero iniziarono nel XVI secolo e videro l’ingrandimento del chiostro sul lato nord della chiesa e sul lato ovest dell’ospedale che venne inglobato. I lavori erano conclusi nel 1611.

Camaldoli era conosciuta anche col nome di Fontebuona per la qualità e la ricchezza delle acque che vennero celebrate dalla fontana monumentale che Ambrogio Traversari fece costruire di fronte all’ingresso del monastero.

LA VERNA La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo.

La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di San Francesco, che nella primavera del 1213 incontrò a San Leo, in Montefeltro, il conte Orlando di Chiusi in Casentino, il quale, colpìto dalla sua predicazione, volle fargli dono del monte della Verna che successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro. Negli anni successivi sorsero alcune piccole celle e la chiesetta di Santa Maria degli Angeli (1216-18).

L’impulso decisivo allo sviluppo di un grande convento fu dato dall’episodio delle stimmate (1224), avvenuto su questo monte, prediletto dal santo come luogo ideale per dedicarsi alla meditazione. L’ultima visita di Francesco al monte avvenne nell’estate del 1224. Vi si ritirò nel mese di agosto, per un digiuno di 40 giorni in preparazione per la festa di san Michele e, mentre era assorto in preghiera, ricevette le stimmate.

Da allora la Verna divenne un suolo sacro. Papa Alessandro IV la prese sotto la protezione papale, nel 1260 vi fu eretta e consacrata una chiesa, alla presenza di san Bonaventura e di numerosi vescovi. Pochi anni dopo venne eretta la cappella delle Stimmate, finanziata dal conte Simone di Battifolle, vicino al luogo ove era avvenuto il miracolo. Una cappella più antica, Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1218 per san Francesco da Orlando, è raggiungibile dalla sacrestia della chiesa maggiore, iniziata nel 1348 ma rimasta incompiuta fino al 1459. Da quest’ultima i frati che risiedono alla Verna si recano in solenne processione due volte al giorno (alle 14 e a mezzanotte) verso la cappella delle Stimmate. Nella solennità delle stimmate (17 settembre) e anche in altre occasioni, molte comunità parrocchiali dei dintorni o fedeli e turisti provenienti da più lontano si recano a visitare questi luoghi, e i frati sono organizzati per ricevere ed accogliere circa 2000-3000 pellegrini.

Il convento venne parzialmente distrutto da un incendio nel XV secolo ed in seguito restaurato; nuovi restauri si ebbero nei tre secoli successivi. Nel 1810 e nel 1866 i frati ne vennero temporaneamente espulsi a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi.

Passignano sul Trasimeno 288 m s.l.m Il nucleo più antico della città mantiene intatto l’aspetto di borgo fortificato, ancora oggi visibile e racchiuso entro la cinta di mura medievali, della quale sopravvivono le porte di accesso e le torri come la cosiddetta Torre di Ponente, che ancora custodisce lo stemma del Comune.

Nel punto più alto della città sorge la Rocca, edificata in età medievale al cui interno è allestito il Museo delle Barche, dove sono esposte alcune imbarcazioni del Lago Trasimeno, di Piediluco, del Padule di Fucecchio mentre l’abitato si sviluppò soprattutto in epoca moderna, fra il Cinquecento e il Seicento. Nel XVI secolo videro la luce sia la chiesa di san Rocco, in stile rinascimentale, che il santuario della Madonna dell’Oliveto, progettato, probabilmente, da Mariotto Radi.

Tra gli edifici di pregio artistico c’è la Chiesa di San Cristoforo, chiesa del cimitero, antica Pieve costruita prima del 1000 sulle rovine di un precedente tempio pagano, la quattrocentesca Chiesa di San Rocco, di Chiesa di San Bernardino e l’Oratorio di San Rocco.

Nel XVIII secolo i Bourbon di Sorbello fecero edificare, come residenza estiva, a pochi chilometri dal borgo, la settecentesca Villa del Pischiello.

Il cinquecentesco Santuario della Madonna dell’Uliveto, conserva opere pittoriche e scultoree di pregio come quella in pietra arenaria Madonna col Bambino di Ascanio da Cortona.

Nel piccolo borgo di Castel Rigone, si trova il Santuario della Madonna dei Miracoli, considerato uno dei capolavori del Rinascimento umbro.

CORTONA 494 m s.l.m Persino senza la fama acquisita grazie al celebre film “Under the Tuscan Sun” (Sotto il sole di Toscana), la città di Cortona ha una reputazione da difendere. Tra storia e leggenda, antiche popolazioni e sanguinose battaglie, arte e religione, questa località collinare rappresenta una tappa fantastica in qualsiasi itinerario in Toscana.

Le origini di Cortona, da Noè e il diluvio universale

Alcuni si limitano a tornare indietro nel tempo all’era degli Etruschi, la cui civiltà fiorì in quest’area. Ma in realtà vi è molto di più da raccontare sulle origini di Cortona e la storia, o la leggenda che sia, risale a ben prima degli Etruschi.

108 anni dopo il Diluvio Universale, Noè, navigando dalla foce del fiume Tevere…entrò in Val di Chiana e si innamorò di questo posto…dato che era una terra molto fertile, decise di stare qui per 30 anni. I suoi discendenti, tra cui vi era un figlio di nome Crano…fondò la città di Cortona nel 273° anno dopo il Diluvio Universale.

Ed ecco le origini. Ma non solo: Cortona fu anche la città natale del fondatore di Troia (Dardano) e, se si vuole raccontare tutta la storia, si dice che i discendenti di Dardano abbiano lasciato Troia per fondare Roma! Prendine nota, perchè vedrai questo nome usato molto frequentemente in quest’area, persino sulle etichette dei vini.

Alla storia più recente

E’ difficile immaginare che la storia di Cortona possa esser ancora più interessante, ma in realtà la potente civiltà etrusca ha lasciato molte tracce prima di essere conquistata dai Romani. Il popolo di Cortona scelse di schierarsi dalla parte dei Ghibellini nel 13° secolo; passò, poi, sotto il dominio della famiglia che governava Napoli che la vendette a Firenze, dominata dai Medici. Con la fine del loro dominio, passò sotto l’autorità della famiglia dei Lorena, prima di essere annessa al Regno d’Italia. Oggi è una città e comune della provincia di Arezzo che ha dato i natali a diversi artisti come Luca Sigorelli, Pietro da Cortona e persino al cantante italiano Jovanotti!

SANSEPOLCRO 330 m s.l.m Fulcro degli itinerari e dei percorsi è Sansepolcro città natale di Piero della Francesca, fonte di ispirazione delle opere, perno e punto di congiunzione tra tutti i territori coinvolti. Camminando nel suo centro storico ci si trova in un museo diffuso e si rimane suggestionati dall’armonia delle strade, rintracciabili nelle opere del pittore, dall’eleganza dei palazzi nobiliari e dalle chiese veri scrigni di opere d’arte. Le belle vedute, gli scorci arditi, le montagne brulle e sassose, il Tevere, fiume che lambisce la città di Sansepolcro compaiono sovente nelle sue opere come elementi naturalistici che testimoniano il suo profondo legame con il territorio. Sebbene vanti un’origine millenaria, Sansepolcro raggiunge il suo splendore durante il Rinascimento come crocevia di scambi commerciali, culturali, artistici e religiosi. Ha dato i natali a Luca Pacioli, insigne matematico amico di Leonardo da Vinci.

LAGO DI MONTEDOGLIO 435 m s.l.m 

BALZE DI VERGHERETO   La tradizione popolare fa risalire la nascita del paese di Balze alla storia di due giovani sorelle, una sordomuta e l’altra cieca, che il 17 luglio del 1494 furono testimoni di un’apparizione mariana nell’allora impervia e quasi disabitata località chiamata genericamente “le balze”. Sembra che le due ragazzine, dopo avere assistito all’apparizione della Vergine sopra un grosso masso, siano guarite dalle loro menomazioni. La notizia del portento si sparse velocemente e il masso del miracolo, già vicino a diversi monasteri e luoghi di ritiro spirituale, quali Ogre (Ocri), Vignola, l’eremo di S. Alberico e la cella, divenne meta di pellegrinaggio. Pochi anni dopo fu costruito sul posto un piccolo oratorio dedicato alla Madonna del Sasso, attorno al quale si formò successivamente il villaggio che prese il nome di Balze.

Altro dato storico sicuro è la presenza sul posto di una fortezza, il Castrum Cuotoli, situata sulla vetta di uno spuntone di roccia ai piedi del monte Fumaiolo e tuttora conosciuto come La Rocca. Il luogo si è sempre trovato nei secoli in zona di confine per la conformazione orografica di quel tratto di Appennino, che fa da spartiacque fra le vallate di tre fiumi che si dipartono in tre diverse direzioni; il Tevere verso sud, il Marecchia (con l’affluente Senatello) verso est e il Savio verso nord.

Vista la posizione strategica dello spuntone della Rocca, dalla cui cima una vedetta poteva comodamente osservare due passaggi obbligati per chi volesse transitare fra la Romagna, le Marche (Montefeltro) e la Toscana (Casentino), è lecito pensare che chiunque possedesse quel territorio avrebbe avuto un enorme interesse strategico a tenerlo sotto controllo con una guarnigione armata, sia a scopi di difesa, sia a scopi commerciali per esigere diritti di passaggio.

SORGENTE DEL TEVERE (FC) 1407 m s.l.m

BAGNO DI ROMAGNA (FC)462 m s.l.mIl comune di Bagno di Romagna si trova nella valle del Savio, ad un’altitudine compresa tra i 339 e 1500 m s.l.m., a 49 km da Cesena. Il territorio si sviluppa prevalentemente lungo la vallata del fiume Savio (e in parte lungo la vallata del fiume Bidente) fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana.
Un dato interessante è che Bagno di Romagna dista appena 66 km da Arezzo: ciò spiega perché il paese sia stato, per molto tempo, luogo di sosta dei viaggiatori che, oltrepassando il valico appenninico, passavano dalla Romagna alla Toscana e viceversa.

DIGA DI RIDRACOLI (FC) 476 m s.l.m

CAMPIGNA

LAGO DEGLI IDOLI

CAPO D’ARNO (AR) 1372 m s.l.m

CAMALDOLI 840 m s.l.m

LA VERNA 954 m s.l.m

GIORNO 1 Partenza da Città di Castello: Ritrovo all’orario comunicato presso il punto di ritrovo colazione in un bar del luogo e partenza in direzione di Passignano sul Trasimeno, breve visita e Proseguiremo alla volta di Cortona. Arrivo nella cittadina della provincia di Arezzo. Pranzo e visita ai vari punti di interesse, nel corso della giornata. Ripartenza in direzione di Sansepolcro ma ci fermeremo poco dopo dove faremo cena e pernottamento.

GIORNO 2 – La mattina partenza alla volta di Sansepolcro visita nel primo pomeriggio al Museo di Piero della Francesca, il Duomo e la Chiesa di San Francesco. Qui ci fermeremo per la cena e il pernottamento.

GIORNO 3 – Ripartenza di buon mattino in direzione del Lago di Montedoglio che costeggeremmo lungo la strada, brevissima sosta e proseguiremo in direzione della sorgente del Tevere con passaggio dal piccolo centro abitato delle Balze di Verghereto. Visitata la sorgente del Tevere sul fianco del Monte Fumaiolo (FC) scenderemo a valle per la cena e il pernottamento a Bagno di Romagna (FC). Cena e serata libera e , per chi lo desidera possibilità di fare anche una visita alle Terme del luogo.

GIORNO 4 – Prima colazione in Hotel; partenza in direzione della Diga di Ridracoli arrivo probabile per l’ora di pranzo in un ristorante del posto, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Dopo il pranzo è prevista una visita guidata alla Diga con battello elettrico, ripartenza in direzione della stazione climatica di Campigna sempre nelle foreste del Parco , dove ci fermeremo per la cena e il pernottamento.

GIORNO 5 – Partenza di buon mattino in direzione della sorgente del fiume Arno nel cuore delle Foreste Casentinesi del Monte Falterona e di Campigna. Arrivati in località Fangacci inizierà il tratto più difficile, perchè esiste solo un sentiero per raggiungere Capo d’Arno (la sorgente) e dovremmo camminare per circa 90′ min. . Prima di arrivare alla sorgente del fiume, incontreremo un’altro luogo importantissimo conosciuto da molti nel mondo e, sto parlando del “Lago degli Idoli” dove sono state rinvenute moltissime statuette etrusche e altri oggetti dell’epoca. Una volta arrivati alla sorgente dell’Arno, fatte le foto di rito (obbligatorie dirrei) Scenderemo nella valle del Casentino in direzione del Monastero dei monaci Camaldolesi, Camaldoli appunto. Qui ci fermeremo per la cena e il pernottamento. Luogo du cultura e spiritualità.

GIORNO 6 – Ritrovo per la colazione per poi salire all’Eremo di Camaldoli. Visiteremo il posto e ripartiremo in direzione di Badia Prataglia, proseguiremo per la Valle Santa fino ad arrivare alla Verna, al Santuario di San Francesco. Visitato il Santuario scenderemo nella Valtiberina fino a Città di Castello. Fine del Tour.

In fase di Definizione

IN FASE DI DEFINIZIONE

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